GARUDA: una storia di coraggio, luce, libertà. Quando, al principio dei tempi, nacque l’uccello del sole dalle ali d’oro, Brahma intonò le sette melodie sacre sulle due metà del suo guscio appena dischiuso. “Il Re degli uccelli”, figlio del saggio Kasyapa, sottrasse il soma al cielo per riscattare la madre Vinata resa schiava della sorella Kadru, madre di mille serpenti. Divenne così lo “Sterminatore dei serpenti”, ai quali è legato da uno speciale vincolo che lo porterà, con l’aiuto di Indra, a diventare loro maestro. Ma Garuda, veicolo di Visnù, è soprattutto chiamato “Verbo alato” poiché questo mitico uccello, luminoso come il fuoco, non è fatto di piume ma degli inni dei Veda. Egli è, infatti, l’inno che non si può scalfire, è il Verbo il cui soffio è in grado di fermare la rotazione dei tre mondi, è la sacra parola ermetica sulle cui ali l’uomo può essere trasportato da un mondo all’altro “rapido come il mercurio”. Garuda cresce nell’immensità ma sa anche divenire piccolissimo. Come lo spirito quando trova dimora nel corpo fisico, il “Figlio del movimento” ci ricorda questo incredibile passaggio: l’immensamente grande e potente che si fa uomo. Attraverso il mito e il racconto ne riscostruiremo insieme la figura, le caratteristiche e i simboli che la accompagnano. Immergendoci in una fluida pratica yoga, cercheremo la strada per tornare a sentire quell’essenza assoluta, dimenticata e costretta all’interno di un corpo spesso contratto. In questo viaggio tenteremo di ritrovarla, svegliarla, liberarla e onorarla, riscoprendo il legame tra il sole e la tenebra, l’uccello e il serpente, la Luce e l’Ombra in un coraggioso gesto di integrazione.

GARUDA: una storia di coraggio, luce, libertà. Quando, al principio dei tempi, nacque l’uccello del sole dalle ali d’oro, Brahma intonò le sette melodie sacre sulle due metà del suo guscio appena dischiuso. “Il Re degli uccelli”, figlio del saggio Kasyapa, sottrasse il soma al cielo per riscattare la madre Vinata resa schiava della sorella Kadru, madre di mille serpenti. Divenne così lo “Sterminatore dei serpenti”, ai quali è legato da uno speciale vincolo che lo porterà, con l’aiuto di Indra, a diventare loro maestro. Ma Garuda, veicolo di Visnù, è soprattutto chiamato “Verbo alato” poiché questo mitico uccello, luminoso come il fuoco, non è fatto di piume ma degli inni dei Veda. Egli è, infatti, l’inno che non si può scalfire, è il Verbo il cui soffio è in grado di fermare la rotazione dei tre mondi, è la sacra parola ermetica sulle cui ali l’uomo può essere trasportato da un mondo all’altro “rapido come il mercurio”. Garuda cresce nell’immensità ma sa anche divenire piccolissimo. Come lo spirito quando trova dimora nel corpo fisico, il “Figlio del movimento” ci ricorda questo incredibile passaggio: l’immensamente grande e potente che si fa uomo. Attraverso il mito e il racconto ne riscostruiremo insieme la figura, le caratteristiche e i simboli che la accompagnano. Immergendoci in una fluida pratica yoga, cercheremo la strada per tornare a sentire quell’essenza assoluta, dimenticata e costretta all’interno di un corpo spesso contratto. In questo viaggio tenteremo di ritrovarla, svegliarla, liberarla e onorarla, riscoprendo il legame tra il sole e la tenebra, l’uccello e il serpente, la Luce e l’Ombra in un coraggioso gesto di integrazione.

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